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Bambini carcerati

I cuccioli degli umani vengono fatti crescere in piccole gabbie, con poche e apprezzabili eccezioni.

Vengono negate e represse le loro pulsioni. Gli adulti, salvo alcuni nonni, cercano in ogni modo di insegnar loro a comportarsi ‘bene’, spegnendone la fantasia e la capacità di sognare. Il loro potenziale oppositivo e talora eversivo risulta scientemente annullato.

Oggi, poi, la tecnologia uccide il libero gioco, le spontanee dinamiche del gruppo, la capacità d’inventare mondi diversi utilizzando oggetti semplici e poveri.

E la scuola – specie quella privata e religiosa – troppo spesso tende a creare individui non originali ma ‘ordinati’, conformisti, prevedibili, ‘bravi soldatini’ facili da gestire.

Le conseguenze sono tragiche: l’infanzia e la fanciullezza vengono derubate, così come la creatività individuale e sociale; la nevrosi si crea e si radica nelle famiglie e nelle comunità; il potenziale umano risulta indebolito alla radice.

E cresce l’infelicità: quella che emerge da tanti incontri di Sòno, i cui partecipanti raccontano – con dolore – di esser stati rapinati, da piccoli, di primari sentimenti ed emozioni, esperienze e passioni, mai più vissuti.

Rivedere alla radice i modelli (dis)educativi e (s)formativi è una necessità urgente, un ‘must’ per creare una nuova Italia migliore.

 

Credits: dal web


Enrico Finzi, 11 Marzo 2021

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