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Barbari tra noi

Il terzo motivo di rabbia degli Italiani è dato dalla barbarizzazione dei rapporti sociali: un mix di maleducazione, egoismo manifesto, irrispetto degli altri, volgarità, aggressività (anche solo verbale), micro-violenza gratuita. Di più: un tempo essa era già largamente presente ma veniva deplorata, oggi invece è legittimata, sbandierata, vantata, diffusa con orgoglio sul web (un ‘prima gli italiani’ divenuto ‘prima io’, un ‘vaffa’ passato dalla casta al singolo).

Molta gente ne soffre, viene da Sòno e se ne lamenta, pur se talora – senza accorgersene – imita quell’incultura che deplora. Emerge una forte richiesta di mitezza, di cortesia, di gentilezza sostanziali: dunque non solo di buona educazione formale (che pur conta) ma di reale orientamento all’Altro, da manutenere con levità.

Sì, proprio manutenere, tenere per mano, gestire con personale dolcezza. Il che è frequentemente reso difficile da una storia personale di carenza di tale connotazione,  di brutalità – grande o minuta – di autorità famigliari e non, insomma di cattivi esempi.

Ricostruire la propria storia rende spesso consapevoli dei modelli negativi subiti e a volte della propria complicità brutalizzante. E aiuta a orientarsi spontaneamente verso una nuova ‘tenderness’ felicitante sé e gli altri.


Enrico Finzi, 17 Settembre 2019

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