orologio_small 56"

Clima umido

Tutti, credo, abbiamo una vecchia zia che ogni tanto si lamenta perché la giornata è piovosa e “l’umido – lo sai – mi fa dolere le giunture, riattiva i miei reumatismi, mi procura un gran mal di testa”.

Beh, un fenomeno analogo si osserva negli stati d’animo di noi umani: ci sono dei momenti non necessariamente tragici ma senza sole, bui e uggiosi, che riattivano piccoli guai e fanno insorgere di nuovo un sottile malessere esistenziale.

Per le vecchie zie si può parlare di meteoropatia. Per gli altri si deve evocare l’influenza del clima sociale, del ‘mood’ prevalente che incide sugli atteggiamenti e sul ‘tono’ del vivere.

Oggi noi di Sòno osserviamo, all’uscita (?) dal Covid, un’atmosfera complessiva – per ora – né depressa, né rabbiosa, né euforica, né attivistica (malgrado ci siano persone giù di morale, arrabbiate, eccitate, rimboccantesi le maniche). No, notiamo un andazzo incerto, sospeso, con vari dolorini qui e là, con incertezza tra restar nella tana e uscire impauriti.

È come se il contesto fosse piovoso, dopo un fortissimo temporale: sta crescendo il disagio esistenziale, con l’anima che – per così dire – risente dell’umidità. Molti, infatti, vivono una sorta di stato di sospensione disagevole, per lo più scomoda, priva di motivazioni e di energia.

E il domani? Chi lo sa: e questo è il problema. Sarà tragico, come molti prevedono, o il sole e l’estate spazzeranno le nuvole e il malumore di massa?

La nostra previsione non è ottimistica, per motivi che abbiamo spesso illustrato in questo blog: temiamo l’infittirsi delle lamentele delle vecchie zie, col passaggio dai micro-malesseri a patologie conclamate. Comunque, come si usa dire, teniamoci in contatto: chi vivrà, vedrà. E noi lo racconteremo.

 

CREDITS: LAURA STODDART


Enrico Finzi, 21 Maggio 2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *