orologio_small 52"

Cuore a cucù

La contrapposizione tra cervello e cuore è una sciocchezza sesquipedale (un aggettivo obsoleto che vuol dire enorme): sappiamo che le emozioni hanno una valenza conoscitiva e che non esiste una razionalità autonoma dalle emozioni.

Quest’immagine esprime poeticamente tale verità: sulla fronte d’una ragazza si apre una porticina, dalla quale sta per uscire un piccolo cuore, che s’aggiunge a quello nel petto, sgorgando stavolta dall’encefalo.

Viene da immaginare che l’uscita del cuoricino sia come quella di un orologio a cucù, come se i pensieri della giovane donna fossero pensieri d’amore: un intreccio di riflessioni e sentimenti che non può che manifestarsi spinto da una molla interiore.

Proprio di questo intreccio abbiamo bisogno noi umani: di idee impegnate di affettuoso calore relazionale, così come di passioni vissute con intelligenza e sapienza.

Il distaccare e contrapporre tali dimensioni del vivere è – alla radice – reazionario: porta a impulsi emotivi ciechi o ad algido razionalismo; e finisce col giustificare l’“uomo (e la donna) a una dimensione”, parziale, dimidiato, manipolabile, schiavo. In più sfavorisce ogni forma e sforzo di auto-individuazione: quella che Sòno cerca di favorire nei suoi interlocutori.

 

Credits: dal web


Enrico Finzi, 24 Dicembre 2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *