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Di corsa

Correre è – dalla metà dell’800 – uno dei ‘must’ sociali dell’Occidente euro-americano: nella produzione, nel tempo libero (libero?), nei film (l’uomo che sale in un taxi e grida al conducente “Presto, insegua quella macchina!”), eccetera.

Tale obbligo si scontra, però, con la negatività della fretta in quasi tutti i percorsi di maturazione e di crescita della consapevolezza di sé.

Tali percorsi richiedono tempo, anzi spesso perdita di tempo: silenzi prolungati, fasi nelle quali non avviene alcunché, spesso noiose ripetizioni o divagazioni in apparenza senza costrutto.

La verità è che la dromofilìa (dal greco: l’amore per la velocità) non è adatta a molte esperienze ed emozioni (inclusi l’apprendimento, il gioco, l’amore, il sesso, la digestione, la riflessione, la creatività, la felicità): tutte faccende dromòfobe, rigettanti l’andar di fretta, il bruciare i tempi.

Lo sapeva il dandy a cavallo della lumaca, rappresentato ironicamente più sopra. Faremmo bene a ricordarcelo pure noi.

 

Credits: dal web


Enrico Finzi, 22 Dicembre 2020

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