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Futuro ammalato, futuro sano

Le Persone connotate da un approccio attento alla lunga durata si narrano come non superficiali e non concentrate solo sul presente; con obiettivi non di breve periodo e tenaci nel perseguirli per molto tempo; tendenti a pianificare le attività in un’ariosa prospettiva; con passioni durature, “non a fiammifero”; capaci di valutare sé e gli altri tramite un’osservazione non episodica ma duratura; attenti alle caratteristiche strutturali e non solo agli aspetti momentanei; infine spesso orientati alla previdenza e alle assicurazioni.

I maratoneti – non v’è dubbio – risultano più adatti dei velocisti a cercare e a trovare un’equilibrata auto-individuazione, che è – insieme – la filosofia e la meta del percorso di vita che molti auspicano.

Così ci ha detto spiritosamente una Persona che ha seguito il percorso ‘Narrative Mirror’ di Sòno: “Al di là dei problemi di cui vi ho parlato, credo – afferma W. – di essere un tizio positivo. Ho un solo merito: cerco di guardar sempre avanti, di non fissarmi sull’oggi, di non restare a rimuginare sul passato. Io credo che si debba essere sempre ottimisti, pensare che le cose potranno cambiare in meglio. Uno dice: e se ti muore un figlio? Terribile, dico io, ma ormai è successo, che ci puoi fare? E allora meglio farne un altro o adottarlo, meglio stare coi nipoti, al limite fare il volontariato al Cottolengo. Vado allo stadio, sono milanista: è da un secolo che stiamo a dieta con ‘sta Juve imprendibile; ma, mentre i miei amici vanno giù (di morale), io dico sempre: ‘stiamo crescendo, l’anno prossimo le facciamo un coso così’. Tu dirai che non capita da anni, e va bene, ma intanto io non mi ammazzo, non sto lì a criticare, mi sembra quasi che vinciamo quando pareggiamo. Datemi retta: la fiducia che migliorerà ti fa vivere meglio, risparmiare sul Maalox e morire più tardi”.


Enrico Finzi, 13 Febbraio 2020

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