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Il mondo in testa

Guardate quest’immagine. La testa dell’uomo è tutta occupata da una sezione dell’universo con alcune costellazioni, come quelle che si vedono in ogni planetario (bellissimo quello di Milano a porta Venezia).

Ciò non vuol dire che il massimo stia nel minimo o che noi umani possiamo abbracciare con la mente un pezzo di cielo (il pensiero ne può inglobare molto di più). E nemmeno che quel signore sia distratto, abbia – come si dice – la testa tra le stelle.

Forse qui si fa riferimento alla capacità della nostra specie di ammirare il cosmo, di studiarlo, di produrre miti (astrologia inclusa). Oppure si evoca il bisogno di uscire da noi stessi, di posizionarci in realtà ben più vaste, di cui siamo un puntino pressoché irrilevante.

Quel che è certo è che viene enfatizzata l’immensa distanza, in termini dimensionali, tra il piccolissimo (ma particolarissimo e intelligente) e l’immensamente grande (ma parte di qualcosa di ancora più grande e – in gran parte – non consapevole).

Oppure il tutto è una gigantesca, arrogante illusione, che però ci accompagna e ci scalda. O, infine, siamo ancora a Baruch Spinoza: Deus sive Natura.

 

Credits: Karolis Strautniekas


Enrico Finzi, 23 Gennaio 2020

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