orologio_small 36"

Le vite degli altri

‘Fatti i ca..i tuoi’ è un’espressione volgare molto usata in questi anni. Essa segnala il desiderio che l’altro non si impicci: e, se si tratta d’un reato o di un comportamento che danneggia la collettività oppure di un comportamento inammissibile (per esempio picchiare ferocemente un bambino o parcheggiare negli spazi riservati ai disabili), indica una concezione egoistica e anti-sociale che dev’essere contrastata. I cittadini non devono ‘farsi i fatti propri’ ma – al contrario – opporsi all’inciviltà e denunciarla.

Diverso è il caso dall’intervenire nell’esistenza altrui. A volte interferire può essere utile e persino salvifico, segno di attenzione e di affetto. In altri casi siamo di fronte a un’intrusione inopportuna, a un tentativo di dominio, a un’aggressione irrispettosa.

Nel dubbio è meglio non restare chiusi nel proprio perimetro ma rischiare di apparire interferenti per segnalare vicinanza, solidarietà, preoccupazioni, timori.

Come dice un proverbio argentino “meglio impicciarsi e passar per maleducati che disinteressarsi e risultare colpevoli o complici”. Anche questo contribuisce a costruire una comunità non di soli.


Enrico Finzi, 24 Dicembre 2019

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *