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Noi in Arizona

Lo osserviamo spesso: la società attuale isola gli individui, li incattivisce, li rende sgradevoli e pungenti.

A conferma, molte persone che si rivolgono a Sòno appaiono (e – prima o poi – si sentono) piene di rabbia, ostilità, ipercriticità nei confronti degli altri. Risultano aggressive, puntute, inabbracciabili. E soffrono nel sentirsi sole, poco amate, per lo più rifiutate.

Epperò, dopo alcune sessioni con due di noi, rivedendosi da più punti di vista, scoprono di essere ‘dentro’ assai diverse: morbide, dolci, affettuose.

Capiscono, cioè di essere come i cactus: duri e aculeati in superficie; dissetanti, gradevoli, teneri all’interno.

Lo sforzo diventa – prima – di capire quando e come si è formata la corazza protettiva esterna; e – poi – di portar fuori, almeno per alcuni interlocutori, il buono nascosto.

Non è facile, anche perché le nostre comunità sono ormai piene – come l’Arizona – di giganteschi cactus che ne delineano il paesaggio. Il che non aiuta i singoli individui e anzi richiede una rivoluzione cultural-politica per instaurare una società delle buone maniere, della gentilezza non formale, del calore, dell’affettuosità anche fisica: una “hard & gentle revolution” auspicata già negli anni ’30 del Novecento.

 

Credits: dal web


Enrico Finzi, 29 Dicembre 2020

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