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Piccolissimi indizi

Ritrovare sé stessi si può conseguire raccontando la propria vita da più punti di vista. Il che avviene anche dando attenzione a micro-indizi, a fatti assolutamente secondari.

Il metodo specifico è quello del paradigma indiziario studiato dal grande storico Carlo Ginzburg, che cita Morelli, Sherlock Holmes, Freud e altri.

Si tratta di comprendere il tutto partendo da elementi secondari, invisibili ai più, capaci – a un occhio curioso e allenato – di indicare una strada interpretativa, di scoprire la soluzione di un enigma.

C’è una parola italiana che esprime tutto ciò: nonnulla. Il dizionario Treccani ne segnala il significato come cosa minima, da nulla, della quale non si dovrebbe tenere alcun conto. Epperò, alla lettera, il termine evoca il non-nulla, un qualcosa seppur quasi irrilevante.

Ecco, la via per sentire e capire è spesso favorita da un nonnulla, da un po’ di polvere – minore, leggera, impalpabile – che, come i sassolini bianchi di Pollicino, può mostrare il percorso verso un’inedita consonanza con sé.

 

Credits: anonimo tedesco del XV secolo – Ritratto di una donna della famiglia Hofer


Enrico Finzi, 30 Gennaio 2020

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