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Rabbia impotente

L’ira funesta sembra sempre rivolta contro qualcosa o qualcuno. E viene vissuta, da chi la prova, come risposta forte a una minaccia altrui (a sé, ai propri cari, alla comunità, all’umanità, a interessi concreti o a valori irrinunciabili).

Non è così. Spesso, invece, la rabbia feroce è verso sé stessi e dà voce (o urla) al proprio drammatico senso di incapacità o comunque di impossibilità a reagire a individui o gruppi o situazioni ‘cattivi’, non sopportabili.

In questo senso la reazione irosa colpisce la persona che la avverte, che – sotto sotto – coglie e si imputa la impotenza che la connota. È, insomma, un urlo di dolore per non saper contrastare il nemico percepito, per non riuscire a trasformare il rigetto in combattimento.

E così la rabbia, pur spesso visibile all’esterno, è un sentimento – primario e arcaico – che rode dentro, fa star male chi la prova, ne stravolge i lineamenti di fronte agli altri e ‘in primis’ allo specchio.

Anche di ciò dibatteremo nel prossimo SònoLab “Ma c’è una rabbia buona? – come trarre vantaggi dall’ira non funesta” di mercoledì 3 alle h. 21 e giovedì 4 marzo alle h. 19.

Chi è interessato può iscriversi gratuitamente, anche invitando un’amica o un amico, inviando una mail a info@sono-tuning.it indicando la data prescelta.


Enrico Finzi, 1 Marzo 2021

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