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Smolliamoci

Riconosciamolo: sino a ora il ‘dover essere’ presentatoci in ogni modo dal ‘pensiero unico’ dominante è stato univoco.

Dobbiamo essere forti, duri, determinati, resistenti alle fragilità, resilienti di fronte alle minacce, efficienti, pugnaci, espressione – anche se donne – del codice maschile: questo ci è stato detto da ogni parte, in modo aggressivo o suadente.

Ebbene, è ora di farla finita. La tragedia del coronavirus ci aiuta a capire che abbiamo finalmente la possibilità di concepire la vita in modo diverso.

Possiamo sentirci – come siamo – fragili e non onnipotenti. Possiamo scegliere di essere morbidi, incerti, gentili, amabili, teneri, persino dolci, seguaci del codice femminile: senza contrapporre la razionalità alle emozioni, ma riscoprendo le ragioni del cuore e il cuore della ragione.

È venuto il momento di porre in modo nuovo il tema della produttività, meglio garantita dal mix di valori davvero condivisi, motivazione, valorizzazione del merito e della creatività, efficacia, libertà rispetto al vecchio mix di sfiducia, comando, sudditanza, repressione, controllo del tempo, ricatto, disuguaglianze.

Il percorso di Sòno verifica ogni giorno che – prima del Covid19 – la società era impazzita, con gravi conseguenze per gli umani e la natura. Anche la via personale all’auto-individuazione è favorita da una complessiva riforma sociale e culturale.

 

Credits: Tatsuya Tanaka


Enrico Finzi, 24 Marzo 2020

Comments 2

  1. Eleonora boarini

    Gentile Enrico Finzi, l’accattivante immagine del suo post su Instagram mi ha portata a leggere le righe sottostanti, rispetto alle quali le lascerei la mia impressione. Stiamo vivendo un’esperienza nuova, inedita, extra-ordinaria, dai contorni indefiniti. Personalmente sto assistendo ad un susseguirsi di emozioni a volte anche del tutto contrastanti. Restare in contatto con il mondo esterno mi serve per trovare altre chiavi di lettura e aiuto nella comprensione di una realtà sconosciuta. Con questo spirito ho letto il suo intervento. Parto dalla fine per concordare con Lei che questa può rivelarsi L’opportunità per questa società di ritrovare un senso, una strada da tempo smarrita. Rimango altresì sorpresa e disturbata dalla perentorietà del tono di quella che più che una riflessione pare essere dapprima un proclama polemico contro il “pensiero unico” che, ora come ora, trovo fuori luogo. Inoltre e soprattutto non trovo alcuna accoglienza ed empatia verso chi nelle caratteristiche da lei citate potrebbe ritrovarsi e vederle, giustamente, come risorse in un momento difficile come questo: efficenza, resilienza, forza, determinazione ci servono, altroché “farla finita”. Mi spiace, non ho trovato accettata la mia fragilità umana. Cordialmente, Eleonora Boarini

    1. Post
      Author
      Enrico Finzi

      Cara Eleonora,
      grazie del Suo intervento. L’intenzione era un’altra: favorire l’emergere di una nuova visione oltre a quella efficientistica. Il che significa che, per convinzione e mestiere, reputo legittimo ogni orientamento: la vita è bella perché è varia e la molteplicità delle opzioni arricchisce la variegatezza degli umani.
      Resto dell’opinione che sin qui è prevalsa una tendenza disfunzionale, che fa sì che molte persone che frequento per motivi professionali soffrano della cultura sin qui dominante, impositiva e disfunzionale.
      Un cordiale saluto
      Enrico Finzi
      P.S. Se desidera approfondire la discussione le do il mio numero di cellulare: 335290019. Se non riesce a contattarmi mi mandi un WhatsApp o un SMS, di modo che La richiami appena mi libero

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