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Via di fuga

Come uscire dal carcere in cui ci hanno richiuso le prevenzioni anti-Covid? Una risposta a questo diffuso interrogativo è indicata nell’efficace immagine di Tom Haugomat, qui sopra riportata: tramite una montagna di libri, disposti a scala.

Essa ci ricorda alcuni punti-chiave del vivere.

1) Per uscire, se siamo rinchiusi in un muro alto e continuo, dobbiamo scavalcarlo – in assenza di porte – salendo in alto: in generale, non ce la fa chi resta nel tran tran delle abitudini correnti. La salvezza richiede sempre uno sguardo diverso sulla realtà.

2) Al fine di giungere al confine superiore, è necessario accumulare dei materiali sufficienti e disporli appunto a scala. Dunque, avere un’idea creativa (la scala) e usare pezzi disponibili presso di noi. La salvezza vuole immaginazione e risorse esistenti ‘risignificate’.

3) In più, è meglio se utilizziamo libri e non mattoni: unicamente (ma non è poco) perché poter raccogliere tanti tomi vuol dire avere da parte molti ‘pezzi’ di cultura, di consapevolezza, di sapere e di piacere (non tutti uguali come i laterizi).

4) Alla base, per poter giungere al vertice della catasta, è indispensabile avere un desiderio, una meta, un progetto: qui – si badi bene – il bisogno non solo di uscire dalla condizione carceraria, ma anche (e prima di tutto) di abbracciare una (o la) persona amata. Al fondo, la liberazione richiede una forte motivazione razionale ed emozionale, che aiuti a programmare la fuoriuscita da un ‘oggi’ strozzante e poi a reggere la fatica dello sforzo di emancipazione.

In una sola vignetta, ecco già 4 delle 10 regole per fare la rivoluzione…

 

Credits: Tom Haugomat


Enrico Finzi, 29 Gennaio 2021

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