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Unica vera bestemmia

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Questo aforisma è tratto dal bel blog Mixtura di Massimo Ferrario, formatore aziendale e intellettuale raffinato e polemico. Aiuta a tenersi lontano dall’uso politico delle religioni, dal Dio degli eserciti e dei cappellani militari (ricordate don Milani?).

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Sòno Human Tuning, 1 Maggio 2019

Comments 2

  1. maurizio capponi

    Per chi, come me, non crede – ma non gli dispiacerebbe – Dio (in qualsiasi sua accezione) è un’entità in ogni modo sempre presente. Questo “aforisma?” non mi convince affatto. Inadatto a chi crede (ha la fede dalla sua) e a chi non crede (non si pone il problema).
    MI ricorda tanto lo squallido refrain: la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede.
    Scusate il basso profilo. A proposito di bestemmia ricordo nella mia gioventù un prete/allenatore (non bravo come Don Milani – prete non allenatore – ma ottimo nei suoi limiti ed ignoto come tanti) che ad una papera del portiere ed alla sua bestemmia (del portiere) sentenziò:
    “quanne ce vò, ce vò”.

    1. Post
      Author
      Sòno Human Tuning

      Caro Maurizio,
      mi dispiace per il tuo dissenso, ma francamente non lo capisco. Che la bestemmia non sia un problema per gli atei e gli agnostici, come tu scrivi, non sono d’accordo: è comunque un segnale di maleducazione e di irrispetto di chi crede (dopo di che, come dici, a volte può scappare e non fa gran male, così come uno scapaccione ogni tanto a un bambino che esaspera i genitori). Insisto, invece, sulla bestemmia dei credenti, che è frequente, anche se non espressa come tale, quando essi cercano di trarre dalla loro parte l’Essere Superiore, il quale non può che porsi come universale. Di più: vedendo recentemente in tv un giocatore, credo colombiano, ho trovato disgustoso il suo farsi continuamente la croce all’ingresso in campo, dopo ogni azione di successo, prima di una punizione da lui tirata. Mi è parso un bestemmiatore ossessivo: in fondo, il biblico “Non nominare il nome di Dio invano” una qualche indicazione dovrebbe pur darla. E visto che tu tiri fuori ricordi personali, lascia che ti racconti quando mia madre diede a un bagnino l’incarico di insegnarmi a nuotare. La sua tecnica fu semplice: mi portò lontano dalla spiaggia in pattino/moscone e mi gettò nell’acqua; a me, che starnazzavo impaurito, disse “Madonna zucchina, come tutti vieni dall’acqua e nell’acqua ti saprai muovere benissimo da solo”.

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